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10 results for “Velia”

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zenodo40/100

Velia, Acropoli, Unità domestica A.I. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni

<p>L&#39;unit&agrave; domestica A.I si colloca in un settore dell&#39;abitato tardo arcaico di Elea-Velia posto su una dorsale che si sviluppa dall&#39;acropoli verso l&#39;interno. Questa abitazione, nell&#39;ambito del progetto E-Archeo, &egrave; stata individuata, considerate anche le lacune documentarie e la momentanea inaccessibilit&agrave; delle strutture, per la peculiarit&agrave; della planimetria, riferibile al tipo definito &quot;ad ante&quot; per il prolungamento, nella parte frontale, delle pareti perimetrali laterali. Questo modulo, che si richiama a repertori pi&ugrave; antichi, a Elea-Velia viene adottato alla fine del VI sec. a.C. e non appare diffuso, allo stato attuale delle conoscenze,&nbsp;nell&#39;architettura domestica magno-greca di questo periodo. L&#39;edificio A.I, inoltre, si distingue anche per un intervento di ampliamento che, pochi anni dopo la sua costruzione, comporta l&#39;aggiunta, al singolo ambiente originario, di altri due vani. In assenza dei contesti d&#39;uso per l&#39;obliterazione intenzionale della struttura, come accade per tutto l&#39;abitato dell&#39;acropoli, intorno al 480 a.C., il racconto dell&#39;unit&agrave; domestica e la proposta ricostruttiva, curata da Carraro Lab, si sono arricchiti di una serie di richiami all&#39;organizzazione dello spazio domestico greco, alle attivit&agrave; quotidiane, come la tessitura o la cottura dei cibi su sostegni mobili in terracotta. Altri focus sono stati dedicati alla cultura materiale o ad alcuni eventi significativi di questa fase cronologica di Elea-Velia.</p>

opencc-by-4.0Dec 2022View details →
zenodo40/100

Velia, Quartiere orientale, cd. Agorà. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni

<p>Il complesso della cd. Agor&agrave; di Elea-Velia rappresenta un esempio significativo dell&#39;architettura pubblica della citt&agrave; ellenistica, maturata in un periodo di particolare floridezza economica, i cui riflessi si colgono bene anche nei numerosi interventi di carattere urbanistico. L&#39;edificio, esplorato intorno alla met&agrave; del Novecento, non ha conosciuto ancora un&#39;edizione filologica, resa poco agevole anche dalla mancanza di dati di scavo e dalla decontestualizzazione dei materiali recuperati all&#39;epoca. Ancora discussa, peraltro, &egrave; l&rsquo;interpretazione della struttura che, tra le diverse possibilit&agrave;, &egrave; stata di recente considerata come un ginnasio, valorizzando&nbsp;un&rsquo;ipotesi formulata agli inizi degli anni Sessanta del Novecento.<br> La narrazione elaborata per il progetto E-Archeo ha inteso presentare una prima lettura dell&#39;organizzazione del terrazzamento pi&ugrave; basso nella fase ellenistica avanzata, affrontando numerosi problemi ancora aperti, come l&#39;assetto del settore di ingresso, il sistema di accesso al cortile porticato interno, gli interventi di &lsquo;anastilosi&rsquo; pregressi, etc. Nell&#39;elaborazione&nbsp;dello storytelling, del backend scientifico e delle ricostruzioni, curate da Carraro Lab, si &egrave; tentato, come per gli altri edifici velini, di coinvolgere l&#39;utente e il visitatore nelle riflessioni sulle problematiche ancora aperte e sul percorso ricostruttivo, reso difficoltoso anche dalle trasformazioni dovute al dissesto idrogeologico dell&#39;area in cui sorge l&#39;edificio.&nbsp;L&rsquo;analisi del complesso e del suo rapporto con la fascia mesourbana della citt&agrave; &egrave; stata integrata con alcuni tematismi che contraddistinguono Velia, come la ricchezza delle sorgenti naturali, l&rsquo;attestazione di peculiari magistrature (ginnasiarchia) legate alla gestione di questo tipo di edifici ancora nella prima et&agrave; imperiale, insieme ad altri di carattere generale sui ginnasi, sulla loro organizzazione e sul ruolo nel tessuto sociale.</p>

opencc-by-4.0Dec 2022View details →
zenodo40/100

Velia, Quartiere meridionale, cd. Insula II. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni

<p>Il complesso dell&#39;<em>Insula</em> II occupa un intero isolato del Quartiere meridionale di Velia, lungo un&#39;importante via di accesso alla citt&agrave;. L&#39;edificio &egrave; al centro di un vivace dibattito incentrato soprattutto sui problemi cronologici, relativamente alle fasi edilizie, e su quelli interpretativi. La struttura &egrave; composta da un primo settore porticato, in cui era posizionato un altare, seguito da un ampio spazio scoperto, forse un giardino, delimitato da un criptoportico a tre bracci su cui si impostava, probabilmente, un altro portico. Sul piano cronologico l&#39;impianto della struttura &egrave; datato&nbsp;alla prima met&agrave; del I sec. a.C. o all&#39;et&agrave; augustea, mentre le trasformazioni successive giungono fino al tardo antico. Le interpretazioni pi&ugrave; recenti, invece, sono orientate a riconoscere, nell&#39;edificio, la &nbsp;sede di un&#39;associazione professionale, secondo alcuni legata alla medicina, per il rinvenimento di un ricco arredo scultoreo, composto da un nucleo di statue di medici eleati e di erme, tra le quali quella&nbsp;di Parmenide, da un ciclo di ritratti della famiglia imperiale giulio-claudia&nbsp;e da un gruppo di teste di filosofi, divinit&agrave;, etc.&nbsp;Le&nbsp;ricostruzioni, curate da Carraro Lab, delineano una proposta di lettura dell&#39;edificio nella primissima et&agrave; imperiale, che ha affrontato molti temi ancora discussi, come, ad esempio,&nbsp;il rapporto funzionale tra i diversi settori del complesso o la ricomposizione dei portici prima delle variazioni dovute alle fasi pi&ugrave; mature dell&#39;edificio e ai restauri moderni. La&nbsp;mancanza di dati di scavo affidabili sul rinvenimento delle statue e sulla loro originaria collocazione, rispetto alle fasi edilizie,&nbsp;ha&nbsp;suggerito di presentare&nbsp;il problema dell&#39;arredo scultoreo come tematismo di carattere pi&ugrave; generale, legato all&#39;articolazione tipologica degli spazi e degli organismi architettonici del complesso, coinvolgendo l&#39;utente, anche in questo caso,&nbsp;nel dibattito scientifico aperto e&nbsp;nella complessit&agrave; della lettura e del percorso ricostruttivo.</p>

opencc-by-4.0Dec 2022View details →
zenodo40/100

Velia, Acropoli, Unità domestica A.XV. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni

<p>Le pendici meridionali dell&rsquo;acropoli di Elea-Velia hanno restituito un ampio nucleo dell&rsquo;abitato riferibile alle prime generazioni dei Focei, che fondano la citt&agrave; intorno al 540-535 a.C., distribuito lungo i terrazzamenti naturali. Gli edifici, di dimensioni contenute, in media 20-30 m<sup>2</sup>, presentano, generalmente, una&nbsp;planimetria rettangolare, suddivisa&nbsp;in due ambienti, di cui uno di dimensioni minori.&nbsp;L&rsquo;unit&agrave; domestica A.XV,&nbsp; individuata nell&#39;ambito del progetto E-Archeo,&nbsp;viene proposta&nbsp;nella sua ultima fase di utilizzo,&nbsp;quando una sola delle due originarie porte di ingresso consentiva l&rsquo;accesso direttamente dall&rsquo;asse stradale su cui si disponeva la struttura. La ricostruzione, curata da Carraro Lab, ripropone l&#39;edificio nel suo rapporto con la viabilit&agrave;&nbsp;e, in particolar modo, con l&#39;orografia antica, sottolineando uno degli aspetti caratterizzanti dell&#39;organizzazione dell&#39;abitato dell&#39;acropoli. Nelle viste della parte esterna, inoltre, sono stati sviluppati i tematismi legati alle tecniche costruttive e alle soluzioni adottate per i sistemi di copertura e impermeabilizzazione dei tetti.&nbsp;All&#39;interno degli ambienti, di cui non si conoscono i contesti d&rsquo;uso per l&rsquo;abbandono e l&rsquo;obliterazione intenzionali intorno al 480 a.C., sono state suggerite, a titolo esemplificativo, alcune delle attivit&agrave; domestiche ricorrenti in questo ambito cronologico, mentre altri oggetti richiamano diversi aspetti della cultura materiale di Elea-Velia, sul finire del VI sec. a.C.&nbsp;</p>

opencc-by-4.0Dec 2022View details →
zenodo40/100

Velia, Quartiere meridionale, Unità domestica A.I.2. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni

<p>Il Quartiere meridionale di Elea-Velia conserva alcune interessanti evidenze della cultura abitativa di et&agrave; ellenistica. In particolare, la casa A.I.2 &egrave; stata scelta nell&#39;ambito del Progetto E-Archeo&nbsp;per la planimetria pi&ugrave; articolata rispetto alle semplici case a cortile centrale. L&#39;unit&agrave;, infatti, &egrave; assimilabile al tipo cosiddetto &quot;a <em>pastas</em>&quot;, per la presenza di un vano, a pianta rettangolare allungata, che funge da raccordo e da filtro tra il settore della casa posto intorno a cortile e quello pi&ugrave; riservato, costituito da tre ambienti quadrangolari affiancati. L&#39;edificio &egrave; interessato da una lunga sequenza di interventi costruttivi, a partire dall&#39;impianto databile agli inizi del III sec. a.C., fino all&#39;et&agrave; imperiale avanzata. Le ricostruzioni, curate da Carraro Lab, propongono la casa nei suoi primi decenni di occupazione, recuperando, nel percorso narrativo, i temi essenziali dell&#39;abitare in questo ambito cronologico. In assenza dei dati di scavo e dei contesti dei materiali rinvenuti nel corso delle ricerche della prima met&agrave; del Novecento, sono state evidenziate le diverse connotazioni planimetrico-spaziali dell&#39;edificio.&nbsp;Il cortile, in posizione centrale,&nbsp;era destinato&nbsp;ad aerare e a illuminare gli ambienti che si disponevano intorno, mentre uno dei vani di questo settore, per la collocazione e gli elementi di confronto con un&#39;altra casa&nbsp;dello stesso isolato&nbsp;(A.I.3), poteva essere stato funzionale ai momenti di aggregazione sociale, come ad esempio il&nbsp;banchetto. Nel grande vano, identificabile come la <em>pastas</em>, sono stati proposti altri elementi di carattere generale, come le aree di piccolo stoccaggio, le dispense e o gli arredi in legno utilizzati in questo periodo. Gli ambienti posti nella parte pi&ugrave; riservata della casa sono stati considerati di soggiorno, con le attivit&agrave; della tessitura, o destinati al riposo notturno, mentre altri oggetti, come la ceramica a vernice nera o i bracieri fittili hanno consentito di richiamare, in senso pi&ugrave; ampio, alcuni degli aspetti della cultura materiale della citt&agrave;, nell&#39;et&agrave; ellenistica avanzata.</p>

opencc-by-4.0Dec 2022View details →
zenodo32/100

Figure 1 in Effective strategy of the overwintering of semiaquatic bugs: overwintering of Velia caprai (Heteroptera: Gerromorpha: Veliidae)

Figure 1. Number of chorionated eggs per female within the locality NH2 from October to April. There were no significant differences among samples (one-way analysis of variance, F(2, 29)50.02928, p50.97117).

opennotspecifiedMar 2009View details →
zenodo32/100

Figure 2 in Effective strategy of the overwintering of semiaquatic bugs: overwintering of Velia caprai (Heteroptera: Gerromorpha: Veliidae)

Figure 2. Activity of Velia caprai (experimental group A) in the glasshouse through the winter. Activity was usually high when water temperatures were above 8°C. No activity was observed when temperatures were below 2°C. Active bugs were removed from 27 February. The activity was similar within other groups.

opennotspecifiedMar 2009View details →
zenodo32/100

Velia, cd. Terrazze sacre. Fortilizio di Castelluccio. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni

<p>Nell&#39;ambito del sistema difensivo di Elea-Velia, il fortilizio di Castelluccio rappresenta, in et&agrave;&nbsp;ellenistica, la struttura pi&ugrave; rilevante&nbsp;per posizione e dimensioni. La torre, a pianta rettangolare allungata, proteggeva il punto di raccordo tra due tratti delle fortificazioni che si sviluppavano lungo il versante settentrionale e meridionale della citt&agrave;, ma costituiva, soprattutto, una postazione&nbsp;strategica&nbsp;di controllo delle aree interne, gravitanti intorno all&#39;abitato. Per questo motivo la torre doveva prevedere un presidio stabile e particolarmente significativo, rispetto alle altre torri a pianta quadrangolare distribuite lungo il tracciato delle mura. La ricostruzione per il progetto E-Archeo, curata da Carraro Lab, ha inteso sottolineare proprio questo aspetto dell&#39;edificio&nbsp;che assumeva una posizione dominante per la collocazione alla sommit&agrave; di un declivio molto ripido. Le viste privilegiano la rappresentazione dell&#39;assetto interno del fortilizio, dotato di una scala di accesso nel corso della seconda fase edilizia databile agli inizi del III sec. a.C., e quello esterno, caratterizzato da un terrazzamento interpretato come un <em>proteichisma</em>, un apprestamento avanzato che proteggeva, anche con altre strutture mobili,&nbsp;le eventuali sortite dei difensori. La presenza di macchine da guerra allude sia alle esigenze difensive di questo settore delle fortificazioni di Elea-Velia, sia,&nbsp;pi&ugrave; in generale, al tema delle&nbsp;tecnologie e della poliorcetica di et&agrave; ellenistica.</p>

opencc-by-4.0Dec 2022View details →
zenodo20/100

Figure 3 in Effective strategy of the overwintering of semiaquatic bugs: overwintering of Velia caprai (Heteroptera: Gerromorpha: Veliidae)

Figure 3. Number of chorionated eggs per female from different experimental groups. There are significant differences among groups (one-way analysis of variance, F(5,75)546.6589, p,1029). Groups active A and B differ significantly from groups E and C (according to Tukey's multiple comparison, for details see Table 3).

opennotspecifiedMar 2009View details →
geo16/100

Chromera velia de novo transcriptome assembly, annotation and comparative transcriptomics

GEO Series GSE139820. Chromera velia. 6 samples. Type: Expression profiling by high throughput sequencing.

openGEO-OpenNov 2019View details →

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