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Velia, Quartiere meridionale, cd. Insula II. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni
<p>Il complesso dell'<em>Insula</em> II occupa un intero isolato del Quartiere meridionale di Velia, lungo un'importante via di accesso alla città. L'edificio è al centro di un vivace dibattito incentrato soprattutto sui problemi cronologici, relativamente alle fasi edilizie, e su quelli interpretativi. La struttura è composta da un primo settore porticato, in cui era posizionato un altare, seguito da un ampio spazio scoperto, forse un giardino, delimitato da un criptoportico a tre bracci su cui si impostava, probabilmente, un altro portico. Sul piano cronologico l'impianto della struttura è datato alla prima metà del I sec. a.C. o all'età augustea, mentre le trasformazioni successive giungono fino al tardo antico. Le interpretazioni più recenti, invece, sono orientate a riconoscere, nell'edificio, la sede di un'associazione professionale, secondo alcuni legata alla medicina, per il rinvenimento di un ricco arredo scultoreo, composto da un nucleo di statue di medici eleati e di erme, tra le quali quella di Parmenide, da un ciclo di ritratti della famiglia imperiale giulio-claudia e da un gruppo di teste di filosofi, divinità, etc. Le ricostruzioni, curate da Carraro Lab, delineano una proposta di lettura dell'edificio nella primissima età imperiale, che ha affrontato molti temi ancora discussi, come, ad esempio, il rapporto funzionale tra i diversi settori del complesso o la ricomposizione dei portici prima delle variazioni dovute alle fasi più mature dell'edificio e ai restauri moderni. La mancanza di dati di scavo affidabili sul rinvenimento delle statue e sulla loro originaria collocazione, rispetto alle fasi edilizie, ha suggerito di presentare il problema dell'arredo scultoreo come tematismo di carattere più generale, legato all'articolazione tipologica degli spazi e degli organismi architettonici del complesso, coinvolgendo l'utente, anche in questo caso, nel dibattito scientifico aperto e nella complessità della lettura e del percorso ricostruttivo.</p>
Velia, Acropoli, Unità domestica A.XV. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni
<p>Le pendici meridionali dell’acropoli di Elea-Velia hanno restituito un ampio nucleo dell’abitato riferibile alle prime generazioni dei Focei, che fondano la città intorno al 540-535 a.C., distribuito lungo i terrazzamenti naturali. Gli edifici, di dimensioni contenute, in media 20-30 m<sup>2</sup>, presentano, generalmente, una planimetria rettangolare, suddivisa in due ambienti, di cui uno di dimensioni minori. L’unità domestica A.XV, individuata nell'ambito del progetto E-Archeo, viene proposta nella sua ultima fase di utilizzo, quando una sola delle due originarie porte di ingresso consentiva l’accesso direttamente dall’asse stradale su cui si disponeva la struttura. La ricostruzione, curata da Carraro Lab, ripropone l'edificio nel suo rapporto con la viabilità e, in particolar modo, con l'orografia antica, sottolineando uno degli aspetti caratterizzanti dell'organizzazione dell'abitato dell'acropoli. Nelle viste della parte esterna, inoltre, sono stati sviluppati i tematismi legati alle tecniche costruttive e alle soluzioni adottate per i sistemi di copertura e impermeabilizzazione dei tetti. All'interno degli ambienti, di cui non si conoscono i contesti d’uso per l’abbandono e l’obliterazione intenzionali intorno al 480 a.C., sono state suggerite, a titolo esemplificativo, alcune delle attività domestiche ricorrenti in questo ambito cronologico, mentre altri oggetti richiamano diversi aspetti della cultura materiale di Elea-Velia, sul finire del VI sec. a.C. </p>
Velia, Quartiere meridionale, Unità domestica A.I.2. Storytelling, backend scientifico, ricostruzioni
<p>Il Quartiere meridionale di Elea-Velia conserva alcune interessanti evidenze della cultura abitativa di età ellenistica. In particolare, la casa A.I.2 è stata scelta nell'ambito del Progetto E-Archeo per la planimetria più articolata rispetto alle semplici case a cortile centrale. L'unità, infatti, è assimilabile al tipo cosiddetto "a <em>pastas</em>", per la presenza di un vano, a pianta rettangolare allungata, che funge da raccordo e da filtro tra il settore della casa posto intorno a cortile e quello più riservato, costituito da tre ambienti quadrangolari affiancati. L'edificio è interessato da una lunga sequenza di interventi costruttivi, a partire dall'impianto databile agli inizi del III sec. a.C., fino all'età imperiale avanzata. Le ricostruzioni, curate da Carraro Lab, propongono la casa nei suoi primi decenni di occupazione, recuperando, nel percorso narrativo, i temi essenziali dell'abitare in questo ambito cronologico. In assenza dei dati di scavo e dei contesti dei materiali rinvenuti nel corso delle ricerche della prima metà del Novecento, sono state evidenziate le diverse connotazioni planimetrico-spaziali dell'edificio. Il cortile, in posizione centrale, era destinato ad aerare e a illuminare gli ambienti che si disponevano intorno, mentre uno dei vani di questo settore, per la collocazione e gli elementi di confronto con un'altra casa dello stesso isolato (A.I.3), poteva essere stato funzionale ai momenti di aggregazione sociale, come ad esempio il banchetto. Nel grande vano, identificabile come la <em>pastas</em>, sono stati proposti altri elementi di carattere generale, come le aree di piccolo stoccaggio, le dispense e o gli arredi in legno utilizzati in questo periodo. Gli ambienti posti nella parte più riservata della casa sono stati considerati di soggiorno, con le attività della tessitura, o destinati al riposo notturno, mentre altri oggetti, come la ceramica a vernice nera o i bracieri fittili hanno consentito di richiamare, in senso più ampio, alcuni degli aspetti della cultura materiale della città, nell'età ellenistica avanzata.</p>
Teaching storytelling in business communication
<p>Dataset for a descriptive survey of how storytelling is taught in business communication courses at universities around the world.</p>
The Transformative Storytelling Technique for Developing Guided Digital Narratives in Mental Health Support. Pilot study
<p>In a society where advances and innovations occur on a daily basis, the development of digital mental health tools continues at almost uncontrollable rates. Following trends in the utilization of storytelling across fields and reflecting on the lack of working models and frameworks for the application of storytelling for mental health support, the Transformative Storytelling Technique (TST) is designed and developed as a part of this work. This technique represents a new category for creating hybrid content to guide the experience of audiences, starting with the case of informal caregivers. In this pilot study, a TST caregiver story is assessed pre-post in an interventional study, investigating the potential role of mental health audio stories in supporting informal caregiver wellbeing. The anonymized raw dataset is available.</p>
Interaktives Storytelling in phasenübergreifender Co-Creation verzweigter Szenarien mit H5P
<p>In der ersten Veranstaltung der Ringvorlesung "Around the WÖRLD" des BMBF geförderten Projektes "WÖRLD - Wirtschaftspädagogik und Ökonomische Bildung: Lehrkräftebildung und Unterricht digital" stellen Jenny Raabe und Bastian Klammroth das H5P-Tool "Branching Scenarios" vor, welches sie in ihrem Teilprojekt "BRANCHES" für die Entwicklung digitalisierungsbezogener Kompetenzen bei (angehenden) Lehrkräften einsetzen. </p>
Cerveteri, Tomba dei Rilievi. Dataset ricostruzione virtuale, back-end scientifico, storytelling
<p>Ricostruzione virtuale della Tomba dei Rilievi nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri. E' stato incluso anche un potenziale corredo e una simulazione delle deposizioni .Al modello 3D si accompagnano alcuni rendering 360 della tomba attuale (come è) e ricostruita (come era, da due punti di vista all'interno della tomba.Una mappa indica il loro posizionamento in pianta. A ciascun rendering si associano contenuti narrativi riferiti alla vista generale e ad alcuni elementi di approfondimento (identificati da maschere semantiche). Inoltre sui rendering è mappato anche il back end scientifico: il livello di affidabilità della ricostruzione è indicato con colori simbolici (rosso: elementi archeologici documentati in situ; azzurro: elementi soggetti a ricostruzione o restauro virtuale di un risarcimento derivante da evidenza fisica; verde: elementi ricostruiti in mancanza di concrete evidenze attraverso processi comparativi o deduttivi; giallo chiaro: anastilosi tipo 1: riposizionamento di frammenti esistenti ma rimossi o ritrovati in giacitura secondaria e attualmente conservati in altro contesto; giallo scuro: anastilosi tipo 2: ricostruzione o restauro virtuale del frammento riposizionato in anastilosi virtuale). Infine a completamento del back end scientifico ai vari elementi ricostruiti virtualmente sono associate le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretatativi che hanno supporttao l'ipotesi ricostruttiva. Il gruppo di lavoro è multidisciplinare ed include istituzioni di ricerca e industrie creative.</p>
Alba Fucens, Miliario. Dataset ricostruzione virtuale, storytelling
<p>Ricostruzione virtuale del Miliario di Alba Fucens: elaborazione modelli 3D, ricostruzioni virtuali, contributi audiovisivi, foto sferiche e rendering per la visita on site e mediante webapp dell'area archeologica. </p> <p>Una mappa 2d posiziona il Miliario in pianta e si accede al contributo audiovisivo "Il Miliario" che ne racconta la storia.</p> <p>Il modello 3D ricostruisce il contesto nel quale è inserito il Miliario. Il dataset è stato modellato e texturizzato su 3ds Max tramite modellazione poligonale a partire da materiale di ricerca composito: rilievi cad, riferimenti fotografici, appunti di scavo. Illuminazione, creazione dei materiali e rendering 360° sono stati effettuati su Unreal Engine 5.0. Il Miliario è modellato e texturizzato tramite fotogrammetria e il modello 3d è completo di texture e rilasciato in formato .max e .fbx.</p> <p>Tutti i contenuti di storytelling e scientifici sono in italiano e inglese. Gli speakeraggi sono stati realizzati da attori professionisti e registrati in studio. </p> <p>Referenti scientifici: MiC - Referente per il progetto: Emanuela Ceccaroni; Università degli Studi di Foggia, Dipartimento di Studi Umanistici - Daniela Liberatore, con la collaborazione di Giuliano De Felice, Riccardo Di Cesare, Angelo Valentino Romano</p> <p>Elaborazione modelli 3D, ricostruzioni virtuali, contributi audiovisivi, foto sferiche, rendering: Hubstract Made for Art - Silvia Belleggia, Luigi Vetrani, Emilia Martinelli, Stefano Fiori, Alessandro Stazzonelli, Livia Esposito, Mariacristina Capretti, Filippo Cornacchini</p>
Analysis of the cognitive dimension of learning to learn competence through digital storytelling
<p>This record contains the responses of the survey associated to an investigation focused to analyze the cognitive dimension of learning to learn competence through digital storytelling in higher education. </p>
Cerveteri_Tomba-Campana_rendering, Storytelling, Back end scientifico
<p>Ricostruzione virtuale della Tomba Campana nella necropoli di Monte Abatone a Cerveteri, in particolare la camera principale e la camera laterale destra. E' stato incluso anche un potenziale corredo e una simulazione delle deposizioni .Al modello 3D si accompagnano alcuni rendering 360 della tomba attuale (come è) e ricostruita (come era, da due punti di vista all'interno della tomba). Una mappa indica il loro posizionamento in pianta. A ciascun rendering si associano contenuti narrativi riferiti alla vista generale e ad alcuni elementi di approfondimento (identificati da maschere semantiche). Inoltre sui rendering è mappato anche il back end scientifico: il livello di affidabilità della ricostruzione è indicato con colori simbolici (rosso: elementi archeologici documentati in situ; azzurro: elementi soggetti a ricostruzione o restauro virtuale di un risarcimento derivante da evidenza fisica; verde: elementi ricostruiti in mancanza di concrete evidenze attraverso processi comparativi o deduttivi; giallo chiaro: anastilosi tipo 1: riposizionamento di frammenti esistenti ma rimossi o ritrovati in giacitura secondaria e attualmente conservati in altro contesto; giallo scuro: anastilosi tipo 2: ricostruzione o restauro virtuale del frammento riposizionato in anastilosi virtuale). Infine a completamento del back end scientifico ai vari elementi ricostruiti virtualmente sono associate le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretatativi che hanno supporttao l'ipotesi ricostruttiva. Il gruppo di lavoro è multidisciplinare ed include istituzioni di ricerca e industrie creative.</p>
Digital CVE Storytelling in Karachi's Universities
<p>The purpose of this project was to build the capacity of university students in peacebuilding through digital storytelling techniques and social media advocacy. It was a 7months project starting from September 2021 till March 2022. A total of 80 students from University of Karachi, Benazir Bhutto Shaheed University, Lyari and NED University of Engineering and Technology participated in this project. The students were given a 2 day workshop on peacebuilding and a 4 day workshop on digital storytelling by the IRC team and some well-known documentary filmmakers from Pakistan provided guest lectures. </p>
Moms@Home: A Storytelling-based Mobile Health Intervention to Improve Blood Pressure Management in Pregnancy
ClinicalTrials.gov study NCT06835959. IPD Sharing: YES. Countries: 1. Publications: 10.
AWARENESS Trial (AWARENESS) of Storytelling Through Music in Healthcare Workers
ClinicalTrials.gov study NCT04775524. IPD Sharing: YES. Countries: 1. Publications: 1.
Storytelling Caterpillar - Pain, Anxiety, and Satisfaction
ClinicalTrials.gov study NCT07127432. IPD Sharing: NO. Countries: 1. Publications: 0.
Effectiveness of Visual Storytelling Intervention on Antibiotic Adherence in UTI Patients
ClinicalTrials.gov study NCT06885658. IPD Sharing: UNDECIDED. Countries: 1. Publications: 1.
SToRytelling to Improve DiseasE Outcomes in GOut: The STRIDE-GO2 Study
ClinicalTrials.gov study NCT02741700. IPD Sharing: NO. Countries: 1. Publications: 2.
Caregiver Speaks: A Technologically Mediated Storytelling Intervention
ClinicalTrials.gov study NCT04103580. IPD Sharing: NO. Countries: 1. Publications: 0.
Stories for Change: Digital Storytelling for Diabetes Self-Management Among Hispanic Adults
ClinicalTrials.gov study NCT03766438. IPD Sharing: Not stated. Countries: 1. Publications: 2.
Storytelling Narrative Communication Intervention for Smoking Cessation in Women Living With HIV
ClinicalTrials.gov study NCT03289676. IPD Sharing: NO. Countries: 1. Publications: 3.
Storytelling to Increase Family Support for Pre Exposure Prophylaxis Use
ClinicalTrials.gov study NCT04071470. IPD Sharing: NO. Countries: 1. Publications: 1.
ScienceDex guides
Understand access before you commit
These curated guides explain access requirements, typical timelines, costs, and reuse considerations for widely used research datasets.
Allen Brain Atlas
Allen Brain Atlas is an Allen Institute collection of brain map atlases, datasets, APIs, and analysis tools covering mouse, human, and non-human primate brain resources.
Annotated Behaviour and Observability Dataset (ABODe)
ABODe is a University of Edinburgh DataShare dataset for behavior classification in group-housed mice using home-cage video, identities, bounding boxes, ground-plate positions, and annotator labels.
DANDI Archive for NWB datasets
DANDI is a BRAIN Initiative archive for publishing and sharing neurophysiology data, including electrophysiology, optophysiology, and behavioral data packaged as NWB and related standards.
International Brain Laboratory public data
The International Brain Laboratory public data releases expose standardized mouse decision-making experiments, including Neuropixels recordings, widefield calcium imaging, behavior, and session metadata accessed through the ONE API.
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OpenNeuro is a free, open platform for sharing neuroimaging datasets, with public search, dataset pages, and download paths for web, S3, DataLad, and the OpenNeuro CLI.